Tarquinia, la città etrusca Patrimonio dell’Umanità Unesco

Tarquinia è senza dubbio una delle città più importanti dell’antica Etruria. Il suo patrimonio storico ha un valore immenso.

Le necropoli rinvenute nel suo territorio sono semplicemente straordinarie.

Non a caso nel 2004 sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Tarquinia è una tappa obbligatoria per chi sceglie di soggiornare al Casale Bonaparte, nel cuore della Tuscia.

Si raggiunge in poco più di mezz’ora, procedendo lungo la Strada Regionale 312 Castrense/SR312.

Tarquinia ha una lunga storia alle spalle. In epoca etrusca era un punto di riferimento per le popolazioni italiche e per i popoli che solcavano il Mediterraneo per vendere o scambiare prodotti.

A dieci chilometri dall’abitato c’era il suo porto, Gravisca.

Attraverso il fiume Marta, all’epoca navigabile, si raggiungeva sia il mare sia il lago di Bolsena.

La necropoli dei Monterozzi

E ciò fece la fortuna di Tarquinia. Dionigi di Alicarnasso la definì “grande e fiorente”.

Mentre per Cicerone era senza dubbio la città più ricca dell’Etruria.

Proprio le necropoli rappresentano la prova di questo periodo particolarmente florido vissuta da Tarquinia.

La più nota è quella dei Monterozzi, da molti ritenuta la più importante dell’Antica Etruria.

In questa area vi sono numerose tombe a tumulo.

Nelle camere ricavate scavando nella roccia sono presenti dipinti di notevole pregio.

Le pareti affrescate lasciano senza parole. Rappresentano per lo più magiche e religiose.

Vi sono banchetti funebri, paesaggi, suonatori e danzatori.

Fino ad arrivare – nel periodo successivo al V secolo a.C. – alla rappresentazione di figure divine o demoniache.

Tutte le tombe hanno qualcosa di interessante da raccontare.

Si va da quella del Guerriero a quella delle Leonesse. Dalla tomba della Pesca e della Caccia a quella dei Leopardi e dei Giocolieri.

L’Ara della Regina e il Museo Archeologico di Tarquinia

Fra i ritrovamenti archeologici nel territorio di Tarquinia di maggior rilievo da segnalare anche un tempio, dove gli etruschi si raccoglievano in preghiera o per celebrare i loro riti.

Parliamo dell’Ara della Regina, sul colle della Civita, il punto più alto dell’acropoli, risalente al periodo villanoviano, a cavallo tra il IX e l’VIII secolo a.C.

Una buona parte dei reperti rinvenuti nelle necropoli e nell’antico abitato sono oggi conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia.

È ospitato a Palazzo Vitelleschi, prestigioso edificio storico risalente al XV secolo.

A pian terreno è possibile ammirare la collezione di sarcofagi.

Al primo piano, invece, sono custoditi tutti i reperti che vanno dal periodo villanoviano al periodo romano.

Richiamano l’attenzione il Vaso di Bocchoris e quelli di origine greca. Non meno interessanti i lavori in ceramica o metallo che caratterizzavano la civiltà etrusca.

Presenti anche monete d’oro o di bronzo.

Il fascino dei cavalli alati

Infine al secondo piano ci sono le tombe dipinte e gli affreschi. Tra queste spiccano la Tomba del Triclinio e la Tomba delle Olimpiadi.

E sempre al secondo piano c’è il pezzo più pregiato di tutto il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia.

Parliamo dei Cavalli Alati. Sono stati rinvenuti nell’Ara della Regina.

È un pregevole altorilievo che abbelliva il frontone del tempio.

A tal proposito appare opportuno sottolineare il prezioso lavoro svolto dai restauratori.

La lastra era frammentata in un centinaio di pezzi. Ma è stata ricostruita in maniera pressoché perfetta.

Dopo il passaggio degli Etruschi e dei Romani la città ha conosciuto un lento declino.

Ma il centro storico, con le sue torri, le chiese e le mura testimoniano un certo fermento anche in epoca medievale e rinascimentale.

Lo stesso palazzo che ospita il museo, commissionato dal cardinale Vitelleschi, è un’opera simbolo del Rinascimento.

Gli altri tesori di Tarquinia

Anche il Palazzo Comunale non lascia indifferenti. Al suo interno alcuni affreschi raccontano storie e leggende legate a Tarquinia.

Il Palazzo Comunale affaccia su Piazza Matteotti, abbellita da una fontana dall’inconfondibile stile barocco.

Numerosi anche gli edifici sacri. La Chiesa di Santa Maria di Castello, ad esempio, è un capolavoro dell’arte romanica.

Interessanti anche le colonne e i capitelli rappresentanti animali nella Chiesa di San Martino, risalente al XII secolo.

Mentre la facciata della Chiesa della Santissima Annunziata (XII-XIII secolo) presenta richiami stilistici riconducibili all’arte siculo-normanna.

La Chiesa di San Giacomo Apostolo si ispira invece allo stile bizantino e arabo.

Mentre all’interno della Chiesa di San Giovanni Battista domina lo stile gotico. Presenti anche degli affreschi.

Ma quelli che attirano maggiormente l’attenzione si trovano nel duomo di Santa Margherita.

Il ciclo di affreschi realizzato da “Il Pastura” (Antonio Massari) è considerato tra i più belli di tutto il Lazio.

Soggiornare nella Tuscia all’insegna della cultura e benessere

Insomma: hai un altro buon motivo per venire a trascorrere qualche giorno di relax alla scoperta della Tuscia.

Un territorio che offre ai suoi visitatori siti archeologici di importanza mondiale.

La possibilità di effettuare di fare sport oppure escursioni a piedi, in bici o a cavallo.

O, ancora, di prendersi cura della propria salute, di concedersi momenti di assoluto benessere, scegliendo le terme presenti in questa area.

E poi c’è la buona enogastronomia a farvi compagnia. I prodotti tipici di qualità vi conquisteranno.

Come ad esempio l’olio extravergine d’oliva.

Al Casale Bonaparte lo produciamo con metodi antichi, tramandati di generazione in generazione.

Vieni a trovarci, avrai l’opportunità di gustarlo e di dirci cosa ne pensi.

Per noi il tuo parere è importante. Così come è importante garantirti un soggiorno confortevole, sotto ogni punto di vista.

(foto: sitiarcheologiciditalia.it)