Luciano Bonaparte, il principe “ribelle” che tenne testa al fratello Napoleone

Il nome del nostro Casale non è affatto casuale.

Per un periodo fu la residenza del principe di Canino e Musignano, Luciano Bonaparte.

Era il fratello minore Napoleone. Diversi indizi fanno ritenere che anche l’imperatore abbia soggiornato in questa residenza.

All’interno del pozzo presente nel nostro casale c’è infatti una scritta in francese. È una dedica, firmata con la sola lettera N.

Probabilmente fu scritta durante la visita dell’imperatore.

I rapporti tra i due, però, non sempre furono idilliaci. Semmai il contrario.

Ci fu tuttavia un riavvicinamento proprio nel periodo in cui Napoleone riuscì a fuggire dall’isola d’Elba.

Dalla militanza giacobina all’amicizia con Pio VII

Ma chi era Luciano Bonaparte? Nato in Corsica nel 1775, ricoprì importanti cariche politiche.

Giacobino convinto, sin da giovane ricoprì incarichi importanti, anche militari. Uomo di grande cultura, coltiva vari interessi.

Ministro degli Interni e ambasciatore in Spagna, grazie alle sue capacità diplomatiche entrò in contatto e divenne amico di Papa Pio VII.

Un’amicizia importante. Che gli permetterà negli anni successivi di diventare principe di Canino e Musignano.

I rapporti con il fratello Napoleone, come detto, fece registrare pochi alti e tanti bassi.

I contrasti divennero evidenti quando Luciano, rimasto vedovo di Christine Boyer, sposò Alexandrine de Bleschamp.

Una scelta non gradita dal fratello maggiore. Per lui evidentemente aveva altri progetti.

I contrasti con Napoleone e l’esilio “dorato” a Roma

Lo scontro ebbe delle conseguenze. Luciano finì in esilio a Roma.

In un certo senso per lui fu una svolta. L’amico pontefice intervenne per consentirgli di acquistare i feudi – già di proprietà dei Farnese – di Canino e Musignano.

Ma quando il Papa fu fatto imprigionare da Napoleone, per Luciano cominciò un’altra odissea.

Per 4 anni fu costretto a vivere in Inghilterra, in libertà vigilata.

Fu infatti intercettato da una nave inglese mentre cercava di raggiungere gli Stati Uniti.

La parentela ingombrante  non passò inosservata.

Quando Napoleone andò in esilio all’Elba, Luciano poté tornare in Italia.

Andò subito dall’amico Pontefice. Che lo fece diventare principe di Canino e Musignano.

Il ritorno in Francia e la disfatta di Waterloo

Dopo la fuga dell’imperatore dall’isola Toscana, Luciano tornò in Francia per aiutare il fratello.

Ma solo dopo 100 giorni, la disfatta di Waterloo mise la parola fine ai sogni di grandezza di Napoleone.

Il fratello Luciano rientrò in Italia. Per tornare a vivere a Canino.

In questo periodo sii dedicò in particolare a una serie di scavi archeologici. Da questi ricavò anche profitti, attraverso un discutibile traffico di reperti di epoca etrusca.

Sempre a proposito del principe di Canino, va ricordata anche una curiosità sul suo conto.

È stato uno dei precursori delle vacanze al mare.

Infatti si recava spesso sulla riviera adriatica, tra Cattolica e Rimini.

Luciano Bonaparte morì a 65 anni.

Il monumento funebre di Luciano Bonaparte 

Sua moglie Alexandrine fece costruire un monumento funebre nella chiesa Collegiata dei SS. Giovanni e Andrea, nel borgo di Canino.

La cappella gentilizia è arricchita dalla presenza di sculture neoclassiche, uno stile molto apprezzato dal principe quando era in vita.

Il monumento, realizzato da Luigi Pampaloni, è caratterizzato anche dalla presenza di un bassorilievo: c’è Alexandrine inginocchiata davanti al marito in punto di morte.

Ci sono inoltre quattro figure che simboleggiano le virtù del principe Bonaparte.

Importante anche il contributo dell’artista Massimiliano Laboureur, con la statua dedicata alla prima moglie Christine e il monumento in ricordo del padre Carlo.

Un altro monumento – attribuito alla scuola del Canova – è dedicato al figlio Giuseppe, scomparso prematuramente.

Cosa vedere a Canino: scavi archeologici e castello

Se avete scelto di dormire al Casale Bonaparte, approfittatene per visitarla.

La cappella gentilizia, dallo stile sobrio, è un’opera di assoluto pregio.

Canino è a cinque minuti d’auto da Cellere.

Ma la cappella gentilizia Bonaparte non è l’unico tesoro di questo caratteristico borgo della Tuscia.

Tra Canino e Montalto di Castro, infatti, si possono ammirare gli scavi del Parco naturalistico archeologico di Vulci.

Testimoniano la presenza degli Etruschi prima e dei Romani poi.

Non meno interessante, sempre a Canino, il Castello dell’Abbadia.

Appartenuto ai Farnese, anch’esso entrò a far parte dei possedimenti di Luciano Bonaparte.

Oggi ospita il Museo Archeologico di Vulci.