Il Giardino dei Tarocchi: sculture esoteriche nel verde della Maremma

Il Giardino dei Tarocchi è senza dubbio uno dei luoghi più suggestivi della Maremma.

Rappresenta una delle tappe più richieste dagli ospiti del Casale Bonaparte.

Questo parco artistico ambientale si trova procedendo verso la costa, sulla collina di località Garavicchio, nel Comune di Capalbio.

È il frutto del talento dell’artista francese Niki de Saint Phalle.

Ha lavorato a questo progetto dalla fine degli anni ’70 al 2002, anno della sua morte.

La sua opera è stata in parte ispirata dal Parco Guell di Barcellona, realizzato dal celebre architetto Antoni Gaudì.

Ma anche dal Parco di Bomarzo, nel cuore della Tuscia, che l’artista ebbe modo di visitare. Restandone affascinata.

I 22 arcani presenti nel Giardino dei Tarocchi rappresentano il percorso spirituale dell’artista.

Le gigantesche figure in acciaio e cemento, ricoperte da ceramiche colorate, piastrelle, vetri e specchi, evocano un mondo fantastico.

Per l’appunto magico.

Un progetto frutto dell’estro di Niki de Saint Phalle

Il Giardino dei Tarocchi può senza dubbio essere considerato il progetto più ambizioso di Niki de Saint Phalle.

Solo la sua morte non ha permesso di portarlo a definitivo compimento.

La stessa artista ha voluto che tutto restasse così.

In realtà solo una statua risulta incompiuta, mentre pochi interventi non sono stati portati a termine.

Il giardino è dunque pienamente fruibile.

Sin dal giorno dell’apertura al pubblico, avvenuta nel lontano 1998, si ha la possibilità di ammirare un autentico capolavoro.

E al tempo stesso compiere un vero e proprio viaggio, sospesi tra sogno e realtà.

Nei circa due ettari di verde della natura maremmana si passeggia tra enormi sculture.

Vivono in simbiosi con l’ambiente circostante. Ecco perché questa è ritenuta una delle opere più importanti di arte ambientale presenti in Italia.

Nel Giardino dei Tarocchi il viaggiatore diventa protagonista

Ed è anche un luogo in cui la libertà e la fantasia del visitatore dettano legge.

Niki de Saint Phalle, infatti, ha escluso la possibilità di proporre visite guidate o di indicare itinerari standard.

Chi visita il Giardino dei Tarocchi lo fa in assoluta libertà.

Lasciandosi guidare solo dal suo istinto e dal desiderio di scoprire e interpretare in maniera del tutto soggettiva le opere che incontra durante un percorso che lui stesso sta disegnando.

Non ci sono schemi precostituiti. Si ha totale libertà di movimento in questo giardino popolato da tarocchi.
Che, a loro volta, sono pregni di significati esoterici.

Ci si perde in un luogo incantato. Si respira un’atmosfera magica; i colori vivaci e il bello dominano la scena.

Si resta ammirati, rapiti, di fronte alle creature animate dalla creatività dall’artista francese.

Le opere ispirate dal genio di Gaudì e dal Giardino di Bomarzo

Sebbene non sia indicato un vero e proprio percorso, il viaggio comincia con l’approdo nella piazza centrale.

È il regno dei primi arcani maggiori dei tarocchi: la “Papessa” e del “Mago”.

Nella piazza c’è una vasca che raccoglie le acque provenienti dalla bocca spalancata della Papessa.

È un chiaro omaggio a uno dei mostri che popolano il giardino di Bomarzo (l’Orco) e ai giochi d’acqua della celebre Villa d’Este, in quel di Tivoli.

Tra le figure più apprezzate dal un punto di vista architettonico spicca “L’Imperatore”.

Forse proprio in quest’opera si avverte maggiormente l’ispirazione tratta dal genio di Gaudì.

Non meno interessante “La Torre”, tutta ricoperta di specchi.

Mentre la scultura ritenuta più significativa è quella de “L’Imperatrice-Sfinge”.

Non a caso durante i lavori per la realizzazione del Giardino dei Tarocchi al suo interno vi ha abitato proprio Niki de Saint Phalle.

Visite consentite da aprile a ottobre

Proseguendo il viaggio si incontra la “Temperanza”.

Poco più in là, spuntano isolate le sculture della “Morte”, del “Diavolo”, del “Matto” e del “Mondo”.

Ricca di fascino, significato e bellezza anche la scultura dedicata alla “Forza”, in cui si vede una donna che tiene a bada un drago.

Ma le parole non sono sufficienti per descrivere questo luogo incantato, dall’atmosfera magica.

Bisogna visitarlo. Anzi, viverlo.

Per farlo è necessario effettuare la prenotazione online del biglietto.

Le visite sono consentite, a numeri limitati, tra aprile e ottobre.

Cosa vedere nelle vicinanze: Capalbio e l’Oasi WWF di Orbetello

Tra l’altro, una volta che si è sul posto, se ne può approfittare per fare una visita a Capalbio.

Il suo centro storico è davvero suggestivo.

È dominato dalla Rocca Aldobrandesca, risalente al periodo medievale.

Al suo interno è conservato il pianoforte che durante i suoi soggiorni suonava uno dei visitatori più celebri di Capalbio: Giacomo Puccini.

Se invece si preferisce restare a stretto contatto con la natura, allora è il caso di fare un salto nella vicina Oasi WWF di Orbetello.

È l’occasione per ammirare e fotografare svariate specie di uccelli.

Dagli aironi alle gru, dai fenicotteri alle anatre, dai rapaci agli aironi. Del resto quella di Orbetello è tra le primissime lagune in Italia per importanza.

Giardino dei Tarocchi, Capalbio e il suo centro storico, l’Oasi WWF di Orbetello: c’è solo l’imbarazzo della scelta se si desidera trascorrere una giornata en plein air.

Gusta la colazione a chilometri zero e parti

Da Cellere si raggiunge facilmente questo angolo di Maremma.

E allora non resta altro da fare che prenotare una camera al Casale Bonaparte.

Dopo aver riposato, puoi gustare una ricca e genuina colazione a chilometri zero.

È senza dubbio il modo migliore per partire alla scoperta di luoghi densi di bellezza e magia.