Borghi più belli d’Italia, alla scoperta del castello di Torre Alfina

Nell’elenco esclusivo dei Borghi più belli d’Italia della nostra regione non poteva mancare di certo Torre Alfina.

Frazione del Comune di Acquapendente, il borgo è dominato da un bellissimo castello immerso nel verde.

Dai giardini del borgo, infatti, si accede al Bosco monumentale del Sasseto. Un polmone verde di 60 ettari, meta ideale degli amanti del trekking e della fotografia.

Il suo territorio è inoltre compreso nella Riserva naturale di Monte Rufeno.

Torre Alfina è facile da raggiungere. Occorre poco più di mezz’ora d’auto dal Casale Bonaparte. Ci si arriva passando per la Strada Regionale 312 Castrense/SR312.

Volendo si può unire l’utile al dilettevole.

Durante il tragitto, infatti, se ne può approfittare anche per una sosta sul Lago di Bolsena.

La storia del borgo

Il borgo di Torre Alfina si è sviluppato nel medioevo. La sua storia è strettamente legata al suo castello.

Fu edificato sul punto più elevato dell’altipiano, dove già era presente una torre fortificata di avvistamento.

Fu edificato nell’VIII secolo, in epoca longobarda, durante il regno di Re Desiderio.

Tra il XIII e il XVIII appartenne alla famiglia dei Monaldeschi prima e Cervara poi.

Intorno alla metà del XV secolo il borgo divenne sostanzialmente autonomo dal punto di vista amministrativo.

Passò per via ereditaria ai marchesi Bourbon del Monte. Lo mantennero fino alla fine dell’800.

Dal banchiere belga Cahen alle vicende del mondo del calcio

Poi fu acquistato dal banchiere belga Edoardo Cahen d’Anvers.

Sarà lui a dare il via alla ristrutturazione del castello, poi completata dal figlio Teofilo Rodolfo.

Nel secondo dopoguerra passò nelle mani di Alfredo Baroli.

Poi fu acquistato dal vulcanico presidente del Perugia Calcio Luciano Gaucci.

Fu messo all’asta dopo il fallimento della squadra.

In attesa di possibili acquirenti è stato affittato dalla famiglia di ristoratori romana Boscolo.

Oggi fa da cornice da numerosi eventi.

In ogni caso questo importante pezzo di storia del territorio di Acquapendente può essere anche visitato.

La pandemia ha bloccato tutto, ma l’augurio è che al più presto si possa tornare alla normalità e godere di questa bellezza.

Il bosco monumentale del Sasseto

Ogni periodo è invece buono per addentrarsi nel leggendario Bosco del Sasseto.

È ricco di alberi secolari che superano i 25 metri di altezza.

Spiccano il leccio e il faggio. Ma sono presenti anche numerosi olmi, aceri di monte e alberi della manna.

Muschi e felci “popolano” il sottobosco.

L’atmosfera è suggestiva. Non a caso spesso il bosco è stato trasformato in set cinematografico.

Dal Bosco del Sasseto si può poi raggiungere, in località Casale Giardino, il Museo del Fiore.

Dedicato in larga parte alla Riserva Naturale Monte Rufeno, parla dei fiori non solo dal punto di vista botanico e storico-culturale.

A proposito: nella riserva naturale c’è anche un antico mulino ad acqua.

I musei di Torre Alfina e Acquapendente

Il Museo del Fiore non è l’unico della zona.

C’è anche quello di Torre Julia de’ Jacopo, sede del Centro Visite della Riserva Naturale, oltre che del Museo della Ceramica Medievale.

Ad Acquapendente, poi, c’è anche il Museo della Città (presso il palazzo Vescovile).

Mentre restando a Torre Alfina, va segnalata la Chambre d’Amis, ossia la mostra permanente d’arte contemporanea all’aperto.

Tra una passeggiata nel borgo di Torre Alfina, oppure nei boschi, magari può venire un po’ di appetito.

In questo caso nessun problema.

Cosa mangiare: pappardelle al cinghiale e gelato artigianale

Si può cogliere la palla al balzo per gustare una delle specialità tipiche di Torre Alfina.

Quale? Le pappardelle al cinghiale, naturalmente.

A questo piatto viene dedicata anche una sagra, organizzata nel periodo di Ferragosto.

Nel mese di agosto si organizza anche la Fiera di San Bartolomeo.

L’occasione giusta per provare i prodotti tipici locali o per ammirare opere di artigianato artistico.

Dopo mangiato è d’obbligo chiudere in bellezza con un gelato artigianale.

Una vera bontà. I foodies arrivano anche dalle province vicine per gustarlo.

Perché soggiornare al Casale Bonaparte

Storia, natura e buona cucina: gli ingredienti ci sono tutti per visitare Torre Alfina, non a caso uno dei Borghi più belli d’Italia.

Se hai scelto la provincia di Viterbo per il tuo soggiorno, inserisci questa tappa nel tuo itinerario.

Torre Alfina si raggiunge facilmente dal Casale Bonaparte.

Dopo aver riposato nelle nostre camere, fai il pieno di energia con la nostra colazione con prodotti fatti in casa e parti.

Avrai così tutte le carte in regola per vivere una giornata all’insegna del bello.