Il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci

Il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci non può mancare nell’elenco dei luoghi da visitare durante una gita alla scoperta della Tuscia e della Maremma.

A una ventina di minuti dal nostro agriturismo, tra Canino e Montalto di Castro, si ha la possibilità di ammirare uno scenario unico.

I canyon di origine vulcanica si insinuano nella macchia mediterranea. Abbracciando secoli di storia.

Gli animali in libertà rendono ancor più suggestivo il quadro.

Ma naturalmente nel Parco Naturalistico Archeologico di Vulci attirano l’attenzione in primis i resti dell’antica città etrusca e romana: Vulci, per l’appunto.

In questo parco di oltre 120 ettari si possono trascorrere giornate semplicemente indimenticabili.

Visite guidate agli scavi archeologici

Chi desidera saperne di più sull’antica città di Vulci può prenotare una visita guidata tra gli scavi di epoca etrusco-romana.

Le guide sapranno coinvolgervi con la storia (e le storie) di due grandi popoli.

Ogni reperto ha qualcosa di importante da raccontare.

Suscita particolare interesse la necropoli orientale.

La camera funeraria più importante è senza dubbio la Tomba François, scoperta nella seconda metà del XIX secolo dall’archeologo Alessandro François.

Oggi è considerata la tomba etrusca più importante di Vulci.

Altrettanto interessante il Museo Nazionale della Badia: ospita infatti i più importanti reperti provenienti dall’area degli scavi. Tra l’altro qui è anche possibile ammirare l’imponente Ponte della Badia.

Il museo è stato ricavato all’interno del castello medievale. Qui si possono osservare oggetti in bronzo, vasi si varie forme e sculture, realizzate in pietra locale. Spaziano dalla fase villanoviana fino al periodo romano.

Il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci: le escursioni

Non meno interessanti i percorsi naturalistici. Il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci propone, ad esempio, il “Percorso Natura”. Conduce sino al laghetto del Pellicone.

Si cammina lungo il sentiero a valle dell’antica città, si ammira la Tomba della Sorgente. Poi si attraversa un ponticello di legno sul Fosso della città. Si notano altre tombe, poi si arriva ai resti della Porta Nord e quindi al laghetto.

Ma si può anche scegliere di passeggiare nell’area dell’antica città di Vulci. In questo caso si può optare per il “Percorso Breve” (lungo poco più di due chilometri). Permette di ammirare la

Domus del Criptoportico, il Mitreo e la Porta Nord. Poi ci si incammina verso la Valle delle Farfalle, fino a raggiungere il Laghetto del Pellicone.

Il percorso completo

Il “Percorso Completo” (tre chilometri e mezzo), invece, comincia dalla Porta Ovest.

Si ammirano il Tempio Grande, gli Edifici in Laterizi e l’Edificio Absidato.

Poi c’è la Domus del Criptoportico, quindi il Mitreo.

A seguire ecco i resti del sacello di Ercole. Dalla Porta Est si esce dalla città antica e si va verso i resti dell’Emporium. Visibili anche alcune fornaci. Poi tra rampe di scale e sentieri si arriva sempre lì, al laghetto del Pellicone.

Gli appassionati delle escursioni possono scegliere anche di dedicarsi all’archeotrekking.

Le guide del Parco accompagnano i visitatori lungo sentieri davvero suggestivi, al ridosso del torrente Fiora, dove la natura maremmana dà semplicemente spettacolo.

Le passeggiate in bici o a cavallo

Ma non finisce qui, perché nel Parco Naturalistico Archeologico di Vulci è possibile anche accedervi a cavallo o con la mountain bike (previo accordi).

Tra l’altro in loco, durante la bella stagione, è possibile noleggiare bici a pedalata assistita.

Durante l’estate, poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Alle attività laboratori ali e didattiche dedicate ai bambini, si affiancano anche alcune attività sportive. Si spazia dal tiro con l’arco alla canoa.

(Foto: tusciaweb.eu)