Alla scoperta dei borghi della Tuscia: Canino e il Castello dell’Abbadia

Tra i borghi della Tuscia merita senza dubbio una visita Canino. Nel suo territorio, infatti, c’è il Castello dell’Abbadia. Una struttura suggestiva. Uno scrigno pieno di storia.

Quello che originariamente era un’abbazia benedettina oggi ospita il Museo nazionale archeologico di Vulci, custode di importantissimi reperti di epoca etrusca.

E poi c’è il ponte sul fiume Fiora, altro capolavoro di ingegneria che cominciarono a costruire proprio gli etruschi.

Ma andiamo con ordine. Raggiungere Canino e il suo castello è facile. Dal nostro agriturismo ci vogliono solo pochi minuti.

Quando tra le verdi colline vedi sbucare il castello, capisci perché i borghi della Tuscia hanno sempre qualcosa di speciale. E l’ex abbazia benedettina lo è.

Le origini e l’evoluzione del castello

Originariamente dedicato a San Mamiliano, la struttura fu edificata in difesa della popolazione locale, minacciata dalle incursioni dei Saraceni.
La forma attuale è fatta risalire al XII secolo. Nel Quattrocento il castello entrò a far parte dei possedimenti di Ranuccio Farnese.

Mentre il secolo successivo diventò una delle dimore preferite da Alessandro Farnese (nato proprio a Canino), il cardinale che salì al soglio pontificio con il nome di papa Paolo III.

Con ogni probabilità in questo periodo fu edificata la struttura che oggi ospita il museo.

Il periodo napoleonico

Sfogliando le pagine di storia si scopre inoltre che nel periodo napoleonico fu assegnato al fratello di Napoleone, Luciano Bonaparte, principe di Canino.

E qui apriamo una parentesi: il nome del nostro casale non vi dice nulla? Ebbene sì, dal 1810 fu residenza del principe. E proprio qui, nel cuore della Tuscia, ricevette una visita di Napoleone.

Del resto Luciano fu determinante per il fratello nel periodo successivo alla fuga dall’isola d’Elba.

Il Museo nazionale archeologico di Vulci

Tornando al Castello dell’Abbadia, un discorso a parte merita il Museo nazionale archeologico di Vulci.

Ospita i reperti provenienti dagli scavi di Vulci, antica città etrusca posta tra Canino e Montalto di Castro.

Gli scavi, effettuati sin dal XIX secolo, hanno permesso di riportare alla luce vastissime necropoli. Si parla della bellezza di 30mila tombe, la più importante delle quali è senza dubbio la tomba François.

Tali reperti raccontano la storia di questo territorio dall’Età del ferro fino al II secolo a.C.

Importanti, in particolare, le ceramiche.

Sono lo specchio del livello raggiunto dalle produzioni e dagli scambi commerciali sia in epoca etrusca sia in epoca romana.

Oltre a quelli etruschi e romani, sono presenti anche raffinati vasi greci.

Le escursioni nel parco naturalistico

Per rendere ancor più interessante questo viaggio alla scoperta dei borghi della Tuscia, è d’obbligo una visita proprio all’area del Parco archeologico e naturalistico di Vulci.

Oltre alle necropoli è possibile ammirare la Cinta Muraria con le sue porte d’accesso.

Poi c’è il Tempio Grande, del IV secolo a.C. Ben visibile anche il Foro, così come la Domus del Criptoportico, appartenente a una nobile famiglia.

Presente anche un santuario dedicato alla dea Mithra.

Nel parco naturalistico è inoltre possibile effettuare escursioni lungo percorsi dove storia e natura incontaminata creano un ambiente semplicemente unico.

I borghi della Tuscia: alla scoperta di Canino

E per concludere, tappa al borgo di Canino. Di indubbio interesse la Chiesa collegiata dei santi apostoli Giovanni e Andrea.

Così come la chiesa di Santa Croce. O, ancora, l’ex convento di San Francesco.

Da vedere anche la Fontana Farnesiana e il Palazzo del Municipio.